Pasquale Maria Morelli

Ecografista

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Che cos’è un’ecografia?

Un’ecografia permette di valutare gli organi del corpo grazie all’utilizzo di sonde ad ultrasuoni, le cui onde sonore, una volta arrivate al feto, generano degli echi che vengono trasformati in immagini sul monitor dell’ecografista.

Quando bisogna effettuare un’ecografia morfologica strutturale?

L’esame ecografico va effettuato fra le 19 e le 21 settimane compiute di età gestazionale, con l’obiettivo di controllare la vitalità del feto, la sua anatomia ed il suo sviluppo. Tale esame, consigliato ma non obbligatorio secondo le direttive del SIEOG, consente di controllare la quantità di liquidi amniotico e della localizzazione placentare.

Che cosa si vede con l’ecografia nel II trimestre di gravidanza?

L’esame ecografico permette di valutare la misura di alcune parti del corpo del nascituro e confrontarle con le curve di riferimento di quello specifico periodo della gravidanza, evidenziando eventuali anomalie. In questo stesso esame vengono valutate la sede di inserzione placentare, la quantità di liquido amniotico e la struttura dei principali organi e distretti anatomici del feto.

Come si svolge l’esame ecografico?

Per l’esame ecografico lo specialista utilizza una sonda su cui viene applicata una piccola quantità di gel. La sonda ispeziona l’addome esercitando una leggera pressione, con l’obiettivo di facilitare la produzione di immagini più nitide. Talvolta l’esame deve essere ripetuto a causa di una posizione non ottimale del feto che ne rende complessa la visualizzazione. In tal caso bisogna ripetere l’esame qualche giorno dopo per completare in modo efficace lo studio del feto.

L’ecografia è in grado di rilevare eventuali malformazioni del feto?

L’ecografia è uno strumento che consente di identificare dal 20% al 50% delle eventuali malformazioni del feto tra la diciannovesima e la ventunesima settimana. Ciò non dipende dalla gravità della malformazione ma dalle dimensioni più o meno grandi dell’anomalia, dalla posizione del feto all’interno dell’utero, dalla quantità di liquido amniotico, dalla eventuale presenza di cicatrici addominali, gemellarità, obesità. Inoltre, alcune malformazioni possono comparire solo in fase avanzata e perciò non sono rilevabili nel corso dell’esame ecografico.

È possibile sospettare anomalie genetiche?

Lo screening ecografico del secondo trimestre non ha il compito di evidenziare anomalie genetiche (di natura cromosomica e non)

Non è compito dell’ecografia di screening del II trimestre l’individuazione delle anomalie genetiche (cromosomiche e non); I cosiddetti soft markers ecografici di cromosomopatia non sono oggetto di ricerca dell’esame ecografico effettuato per screening malformativo nel II trimestre. Inoltre non tutte le malattie genetiche presentano malformazioni rilevanti ed evidenziabili all’esame ecografico.

L’ecografia può produrre danni al feto?

L’utilizzo degli ultrasuoni, che avviene da oltre 30 anni, non ha evidenziato effetti dannosi sul feto. L’uso diagnostico, pertanto, è esente da rischi.

Presso la nostra struttura si effettuano ecografie morfologiche in 2d e 3d. Grazie a questa tecnologia di ultima generazione è possibile garantire una grande accuratezza delle immagini.

Il nostro referente è il dottor Pasquale Maria Morelli, specializzato in Medicina dell’età prenatale ed esperto ecografista.